Design Victims

*Design Victims*

*In realtà è una provocazione.*

Le vittime nel design non ci sono e grazie al cielo non ci saranno mai. O forse si…
Abbiamo preso spunto dallo stilista Oscar de la Renta (stilita Dominicano), che anni fa coniò il neologismo di “Fashion victim” con il quale identificava chi seguiva in modo passivo e acritico qualunque dettame della moda.

Disse questo a causa dalla vulnerabilità della gente al materialismo ed alla caducità degli eccessi della moda e di conseguenza delle ragioni proposte. Condanna ed esempio di come non utilizzare la moda stessa.
Ragionando sulla cosa, riteniamo molto singolare che da una aggettivazione di uno stato economico/mentale così negativo, negli anni a venire, tale accezzione sia diventata una aberrazione positiva nella coscienza di tali “vittime”, ed addiruttura uno stato di elevazione o di necessità personale.

Essere, apparire, appartenere, dimostrare, arrivando a mostrare, ad ostentare, sembrano spesso le nuove esigenze, che attraverso il consumo e l’acquisto, migliorano la sicurezza dell’essere, con il bisogno di sentirsi unici e coccolati.

*Dalla moda al design, da qui vogliamo partire.*
Non vogliamo disquisire sul concetto di vittima o di conquistatore del proprio look-essenza, ma vogliamo solamente indagare e portare alla luce concetti e progettazione, che diventano attori indiscussi del costume e dello spaccato della società stessa.

Design letteralmente significa Progettazione. L’uomo senza progetto, non avrebbe fatto molto di più degli animali: dal Dolmen alla casa, dalla clava al missile, dalla ruota all’auto, l’uomo si è subito messo all’esecuzione di manufatti basati sul concentrato delle conoscenze, in tutte le aree: architettonica, urbanistica, design industriale, design degli interni, ecc.
Il design moderno, nasce prevalentemente tardi. Forse il momento storico in cui è stata messa in evidenza l’identità dei prodotti che ci circondano, può essere identificato durante la prima esposizione universale la Great Exhibition a Londra al Crystal Palace (costruito per l’occasione), dal 1 Maggio al 15 Ottobre 1851.
Da lì il passaggio dalla Torre Eiffel di Gustave Eiffel (1889), alle creazioni di servizi da tè e caffè serie Bombè di Carlo Alessi (1945), il passaggio è stato breve ma intensissimo.

*Cosa è “Design” ?*
Ad oggi il panorama è molto vasto è frastagliato. Il design infatti può essere confuso come definizine di un prodotto di qualità o di ricerca del carattere visivo e dello stile che mostra, oppure come lo studio della valorizzate di realizzazione, cura dei dettagli, fantasia del disegno delle forme e dalla sua durevolezza. Il valore di un oggetto si mischia alla sua bellezza e non alla sua funzionalità, a volte compromettendo la finalità a vantaggio dello stile. Minimalismo o estremizzazione, sono spesso contemporanee alla base del progetto, dove succede che si toglie o si mette per valorizzare una forma, un’idea una nuova funzionalità.

*Confusione apparte, oggi il design è uno stile di vita. Al pari della moda.*
Gli oggetti intorno a noi offrono una connotazione della nostra personalità, sono un’estensione delle nostre voglie e del nostro stile di vita. Il design non è per forza ricco, molti mood ci insegnano che alla base di una buona idea c’è solo un buon progettista, il progetto quindi vive dell’esperienza che il designer gli regala, può essere in cartone o in materiali pregiati, può durare un giorno o per tutta la vita.

Noi vogliamo indagare sui movimenti, sui settori del design, sui designer e sulle linee di pensiero, sulle fiere, sulle mostre e sulle tecnologie produttive, sui materiali e sulle specifiche dei prodotti, ma soprattutto, quello che ci mobilità nell’affrontare trasversalmente il design e le sue mille sfaccettature, è la fascinazione e il rapporto comunicativo che i prodotti instaurano con i propri consumatori.

I nostri, cari, *Design Victims.*

Lo Staff DVs



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